BREVE
STORIA HATRIA
BASKET
La Associazione Sportiva HATRIA BASKET nasce ufficialmente
il12 settembre 1978 e da allora risulta ininterrottamente affiliata alla Federazione
Italiana Pallacanestro. Comunque si può senz’altro affermare che la pallacanestro
ha mosso i suoi primi passi in Atri molto tempo prima: già nel 1936 tale sport era
praticato nella città ducale. Ma solo nel 1956 e precisamente il 10 luglio si accetta
la costituzione di una squadra atriana a livello nazionale. Ritornando al 1978,
la neonata società cominciò a muovere i primi passi nel campionato regionale di
promozione, per approdare in maniera
stabile nella stagione 1980/81 in serie D. Le partite si disputano nella mitica
ARENA ACLI, sempre più affollata di spettatori, e che per anni ha cresciuto diverse
generazioni di sportivi atriani (ancora oggi è teatro di tornei estivi). Dopo alcuni
annate in cui la squadra va continuamente irrobustendosi, arriva il primo vero risultato
storico della HATRIA BASKET: la promozione in serie C dopo un play off vincente
con Sulmona (stagione 1984/85). E’ questo il periodo dell’inaugurazione del Palazzetto
di Piazzale Alessandrini che, per anni, ha rappresentato una fortezza difficilmente
espugnabile e che, pur tra molte deficienze strutturali, ha avuto il merito di rappresentare
la prima vera casa per la HATRIA BASKET. Seguono alcuni anni di alti e bassi, costellati
anche da retrocessioni e ripescaggi. Da ricordare uno splendido campionato di serie
C (stagione 1990/91) nel quale si ottiene un ottimo quinto posto al cospetto di
squadre dal livello tecnico decisamente elevato. Dopo alcuni anni si arriva a quella
che si può definire l’inizio di una nuova era per la HATRIA BASKET: oramai la serie
C è consolidata e cominciano anche i risultati importanti: uno fra tutti il raggiungimento
della finale play off con Osimo nella stagione 1999/2000. Ma il vero salto di qualità
ha inizio nell’annata successiva: al termine di tre fantastiche sfide con Giulianova,
si vola in B2 (per anni considerato traguardo impossibile). Ma il bello doveva ancora
venire: al primo anno di cadetteria si sfiora la promozione in B di Eccellenza dopo
tre partite di finale play-off con Campli e la sconfitta nello spareggio di Viterbo
con Pistoia. Una citazione particolare merita la partita di Viterbo: forse l’evento
che ha “spostato” il maggior numero di sportivi nella storia dello sport atriano.
Nel palazzetto laziale si contavano circa 900 tifosi, arrivati con 8 autobus e numerose
auto, e che rimasero molto delusi dall’esito di una partita che per lunghi tratti
si era avuta in pugno. La promozione in B1 è solo rimandata di un anno: al termine
di una stagione letteralmente dominata si approda alla serie superiore (da ricordare
lo score di 6-0 nei tre turni di play off). Nel primo anno di B di Eccellenza si
paga lo scotto del noviziato e anche le difficoltà logistiche fanno la loro parte
(si gioca al Palasport di Roseto, in quanto il mitico Palazzetto di Piazzale Alessandrini
non risponde ai requisiti minimi per la disputa del campionato), arriva così una
dolorosa retrocessione. Nell’anno successivo (stagione 2004/2005) immediato è il
riscatto con un promozione forse insperata, al termine di un anno iniziato con obiettivi
ben diversi da quelli ottenuti sul campo. Accanto al risultato agonistico, si realizza
anche un fondamentale successo organizzativo: viene inaugurato il Palapompea, impianto
all’avanguardia, in grado di ospitare anche eventi di carattere internazionale e
che risolve in maniera definitiva un annoso problema. Nel 2005/2006 la prima salvezza
in B di Eccellenza è ottenuta al termine di un campionato dai due volti, strepitoso
il girone di andata, faticosissimo il ritorno; comunque si rimane tra il basket
che conta. Giungiamo ai nostri giorni (2006/2007): al termine di una stagione decisamente
sfortunata, caratterizzata da una serie infinita di guai fisici, si retrocede per
la seconda volta dalla serie B di Eccellenza. Anno 2007/2008, si riparte dalla B2…
P.S non abbiamo voluto citare alcuno tra dirigenti, atleti e allenatori,
poiché avremmo rischiato di operare una selezione ingiusta: nel corso degli anni
ognuno ha portato il suo importante contributo per la crescita del basket atriano.
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